Come rendere efficace un post su Facebook: la storia di Tokyo

Ho voluto aspettare prima di scrivere questo articolo. Ho voluto aspettare che Tokyo, una splendida Pitbull di un anno che si trovava in canile, fosse realmente adottata. Eh si, Tokyo grazie a Facebook è stata adottata. Non era il primo post che vedeva lei come protagonista, ma quello che ha portato all’adozione è stato sicuramente l’ultimo.

Non mischio mai il lavoro con le passioni, per questo su Facebook ho deciso di aprire un profilo che utilizzo in modo professionale. I contenuti che pubblico, sono sempre e comunque legati all’attività che svolgo..ma si sa, non si può vivere solo di lavoro, c’è una leva in tutti noi che ci spinge ad affrontare le giornate sperando sempre di arrivare ad un momento preciso, ad un giorno preciso, a quell’attimo in cui quella cosa, che si chiama passione, arriverà. Proprio per questo, questa tipologia di contenuti, quelli legati alla mia passione, li pubblico su un profilo diverso: un profilo che utilizzo per tutti i giorni. Tutti noi abbiamo passioni, chi ama lo sport, chi ama il gioco, chi ama il bricolage, chi ama il cinema, chi ama più di una cosa. Io, ad esempio, amo gli animali, tutti, indistintamente e dovevo in qualche modo trovare qualcosa che mi portasse ad averci a che fare.. da li ho scelto. Ho scelto di passare i miei weekend, e guai a chi me li tocca, al canile, di passare il mio tempo libero con i cani, di regalare qualche momento di spensieratezza a loro e a me stessa.

L’obiettivo principale è proprio questo. Regalare il tempo che viene ripagato da una semplice espressione, da quell’attimo in cui il cane cambia faccia perchè ti vede, perchè sa che è arrivato il momento di uscire dal suo box, di vedere il prato, di correre. E a me questo basta.

Non basta però al cane stesso che in fondo ha bisogno di qualcosa in più: ha bisogno di trovare chi si occupi di lui sempre e per sempre.

E allora cosa posso fare? Mi sono detta: beh, faccio un lavoro che sicuramente aiuta. Mi occupo di comunicazione, utilizzando il web come canale primario. La comunicazione sul web, quale canale è più potente di quello? Come faccio ad aiutare i cani sfruttando quello che so, sfruttando le conoscenze che derivano dal mio lavoro? Come faccio a far in modo che i cani, escano da li per trovare una famiglia?

E allora abbiamo pensato e ragionato, insieme agli altri volontari su cosa poteva fare la differenza. Una cosa che ci è venuta in mente, ad esempio, è stato di cambiare la tipologia di foto nei post pubblicati. E si perchè fra vedere solo il cane e vedere il cane che si approccia ad una persona, fra vedere il cane in mezzo al prato e vedere il cane in braccio a qualcuno, fra vedere il cane che corre da solo e vedere un video del cane che gioca con qualcuno o che va a passeggio, c’è una bella differenza. E le parole? Oltre al cosa anche il come dire una cosa è molto importante. 

Così, si è deciso di pubblicare un post per Tokyo, una fra i tanti cani che si trovano al canile, una di quelle che ha bisogno più di altri di uscirne il prima possibile. Un post non solo didascalico ma che parlasse per davvero, un post che raccontasse qualcosa in modo sincero, un post con un testo semplice ma profondo unito ad una semplice foto. Da li, il tam tam delle condivisioni, i commenti, le richieste di informazioni, una richiesta in particolare e la visita il giorno dopo al canile,  l’adozione definitiva.

E cosa c’entra questo con il mio lavoro? Sembrerà strano ma il concetto di fondo che unisce questa storia all’efficacia di un post sui social networks a scopi aziendali è lo stesso. Se il potere di un testo e di una foto sono riusciti a portare all’adozione di un cane (un impegno importante), immaginate come potrebbero fare la differenza sull’acquisto di un prodotto o di un servizio, come potrebbero far scegliere un’azienda rispetto ad un’altra, come le parole e le immagini siano in grado di smuovere le persone.

A livello aziendale scrivere post su Facebook è un’azione semplice ed intuitiva, anche per i meno esperti ma elaborare un post realmente efficace e d’effetto richiede un’attenzione e un’analisi maggiore.

Esiste una tecnica precisa per creare post social capaci di  lasciare il segno? Una no, ma alcuni suggerimenti sì.

Per poter scrivere un post aziendale efficace occorre per prima cosa conoscere la differenza tra alcuni elementi fondamentali in pubblicità: headlinevisual e bodycopy. 

La headline è il titolo di una pubblicità

Il visual è la parte visiva della pubblicità

Il bodycopy è la parte descrittiva della pubblicità

Nei social?

La headline possiamo classificarla come il testo scritto sul post; il visual è l’immagine scelta per lo sfondo ed il copy è il testo descrittivo che viene utilizzato per catturare l’attenzione degli utenti spingendoli ad interagire.

Ti voglio dare alcuni consigli su tutti questi elementi.

La headline: evita di scrivere i titoli troppo generici o privi di un significato preciso. Elimina le parole di troppo e scrivi un titolo che abbia una lunghezza precisa: i titoli troppo lunghi non sono così efficaci.

Copy: il copy è un elemento fondamentale . Con il copy devi colpire al cuore chi ti sta leggendo. Un cliente reale o potenziale attraverso le tue parole deve poter viaggiare con la fantasia, deve potersi rendere conto di avere un problema che la tua azienda può risolvergli, deve poter arrivare a desiderare qualcosa che non sapeva di poter desiderare. L’empatia, è la chiave. 

Visual: l’immagine è la prima cosa che si nota, soprattutto quando si lavora e comunica all’interno dei social networks. Per questo motivo bisogna prestare un’attenzione particolare alla scelta e non inserirne una a caso.

A questo punto, ti lascio 4  regole essenziali da rispettare affinchè un post risulti efficace:

  1. Definisci i tuoi obiettivi e trasferiscili nel tuo post curando l’headline, il visual ed il copy
  2. Avvicinati al cuore di chi ti legge: l’empatia è fondamentale
  3. Cerca immagini d’impatto ma non fuorvianti 
  4. Punta a creare contenuti di qualità: meglio meno contenuti di qualità che tanti contenuti banali

Ricorda e fai tesoro delle parole di un grande pubblicitario britannico, considerato da molti il vero padre della pubblicità moderna:

Le persone che pensano bene, scrivono bene. Le persone che ragionano in modo confuso, scrivono appunti confusi, lettere confuse, discorsi confusi. Ricorda, scrivere bene, non è una dote innata, bisogna imparare

David Ogilvy